I Romani parlavano latino, una lingua basata sulla logica e sulla razionalità.
Questi elementi distintivi sintetizzano in modo perfetto la forma mentis di chi ha fondato la città di Torino: soldati che all’interno di un quadrato hanno fissato il proprio accampamento, tra l’asse di via Garibaldi, le Porte Palatine e Palazzo Madama.
Ma in questo quadrato è stato tracciato il destino stesso della città e di tutta la sua storia.

Da quell’epoca fino alla dinastia dei Savoia e al dopoguerra con il boom delle grandi industrie fino ad arrivare ai nuovi scenari post-olimpici, linee rette e perpendicolari segnano e caratterizzano l’essenza del territorio metropolitano. Posto al centro di ogni direttrice, il Quadrilatero conserva la sua identità di impronta originaria in cui radici e modernità si mescolano insieme.
Così è diventato meta obbligata per i turisti, distretto diurno per attività di pregio e polo dell’intrattenimento notturno cittadino, conquistando chi vi entra da subito grazie a quella suggestione continua in cui si avverte la compresenza della città del passato e della città del futuro. Da questo punto antico, in cui si sono insediati i primi torinesi, parte il suo valore emozionale, l’unico in grado di traghettarci al punto di domani.